Tracce di autori

Tracce di autori (edizione 2015)

Virginia  Woolf, ops…Lorenza Ghinelli è una giovane scrittrice riminese. Lavora come free lance scrivendo romanzi, racconti, sceneggiature e facendo docenze. E’ stata finalista al Premio Strega con “La colpa”  nel 2012. E’ una ragazza molto disponibile, (mica si da delle arie!) abituata a lavorare coi giovani. Proprio loro, i ragazzi della terza liceo dell’Istituto Comprensivo Montagna Pistoiese gestiranno l’incontro con la scrittrice. Il fatto che abbiano accettato la missione con entusiasmo è già di per sé una scommessa vinta. (sura)

Vorrei parlarvi di  Riccardo Finelli. D’accordo, è innanzitutto un bravo ragazzo modenese, un uomo che lavora (vivere di scrittura è un privilegio che tocca a pochi!) Volevo parlarvi del suo viaggio in scooter attraverso l’Appennino, da cima in fondo, dalla Liguria fino alla Calabria. Un viaggio lento, pieno di incontri, un viaggio per capire l’Italia delle piccole cose. Macché Milano, o Roma; lui si è concentrato sui paesi, sulle piccole realtà che non respirano aria mondana, ma quotidianeità, (toc toc, puoi prestarmi il sale? l’ho finito! Avresti anche del pane che ne ho comprato poco?) “Appenninia” è il titolo del suo diario di viaggio. Vogliamo incontrarlo? (sura)

Claudio Nizzi e Moreno Burattini sono innanzitutto due buoni amici, l’uno più giovane, l’altro… un po’ meno! Ma sono anche due colleghi sceneggiatori per la Casa Editrice Sergio Bonelli Editore. Avete presente Zagor o Tex? Entrambi scrivono anche romanzi storici  ambientati in ipotetici borghi che ricordano molto i loro paesi natali, (Fiumalbo e Gavinana). Ebbene sì! sono due bei personaggi nostrani. Quando li abbiamo contattati hanno subito messo in chiaro che erano ben lieti di parlarci del loro lavoro, ma volevano farlo insieme. Un modo per reincontrarsi e condividere con noi la loro amicizia! (sura)

 

Marco Vichi: se volete farlo arrabbiare, o nel migliore dei casi farvi fulminare dal suo proverbiale sguardo enigmatico da finto buono, definitelo pure giallista. Ma così, sappiatelo, non ci siamo proprio! Marco Vichi si considera semplicemente uno scrittore tout-court e per chi ne volesse la prova certa basta leggere “Il brigante” opera definita tra le migliori e tra le più significative dell’opera vichiana. Sempre alla ribalta nelle librerie di tutta Italia è l’immancabile commissario Bordelli, l’idolo dei fan di Vichi e detective quasi per caso che negli ultimi libri si è avviluppato in una struggente introspezione retroattiva, mettendo in scena un vero e proprio Amarcord dai connotati sentimentali. (stefano fiori)

Io non lo conosco, Mauro Corona. Gli ho parlato una volta, giusto due parole, una bella bestemmia friulana e tanta fisicità. Mi ha dato l’idea di una vecchia corteccia abbrustolita, indurita, vera come solo la natura sa esserlo, senza scomodare effetti speciali. E’ uomo di montagna, più da bosco che da riviera! Molto amico di Federico Pagliai, tramite lui conosco le sue imprese. Qualche anno fa ho letto “Storia di Neve”. Porco cane com’è bello! Pieno di saggezza e superstizioni popolari, cattivo come i crinali impervi dell’alta montagna. Lo consiglio caldamente (e, vi assicuro, nessuno mi sponsorizza!) A proposito, volevo chiedere al buon Mauro: ” Se venissimo a Erto… mica potremmo vedere la bottiglina che contiene le goccioline d’acqua di Neve? (sura)

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